Al Rotary Club Lecco si parla di transizione globale come opportunità
16 Gennaio 2026
By admin
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Mercoledì 14 gennaio il Rotary Club Lecco ha ospitato Ciro Mongillo, CEO e Founding Partner di EOS IM Group, protagonista di un incontro dedicato a un tema tanto discusso quanto spesso frainteso: la “Transizione Globale: come trasformare il cambiamento sociale, culturale, tecnologico e ambientale in opportunità”.
Una relazione che ha messo al centro una parola chiave del nostro tempo – transizione – chiarendo fin da subito un punto essenziale: va affrontata nella sua complessità, senza riduzioni fuorvianti. Il vero rischio oggi non è la mancanza totale di informazioni, ma la seminformazione. Una conoscenza parziale, superficiale, che – soprattutto su un tema complesso come la transizione – può essere persino più dannosa dell’ignoranza completa.
Come ha spiegato il relatore, ridurre le emissioni non significa “spegnere tutto domani”: niente auto, niente manifattura, niente elettricità. Questo azzererebbe sì le emissioni, ma sarebbe semplicemente impossibile. Ecco perché si parla di transizione: un cambiamento nel tempo, un percorso che richiede studio, soluzioni tecniche, nuovi modelli di consumo e di business, capaci di limitare gli impatti negativi su economia e società.
Viviamo un contesto complesso:
• l’età media della popolazione aumenta;
• la popolazione mondiale continua a crescere;
• i consumi energetici aumentano in modo esponenziale;
• il cambiamento climatico è già in atto.
I segnali sono sotto gli occhi di tutti: scioglimento dei ghiacciai, incendi, alluvioni. Solo in Italia, nel 2024, si sono registrati oltre 3.600 eventi climatici estremi. Dal 1983 a oggi, i danni economici legati a questi eventi superano i 135 miliardi di euro.
Il cambiamento climatico non è un concetto astratto. Ha conseguenze dirette sui territori e sulle filiere produttive. Un esempio emblematico è il settore della pesca: il fatturato delle vongole è crollato da circa 120 milioni di euro l’anno a poco più di 13 milioni, con la chiusura di oltre 500 aziende familiari. Numeri che raccontano come il futuro, se non governato, sia più a rischio del presente.
All’interno di questo scenario si inserisce la rivoluzione tecnologica, con l’intelligenza artificiale che tocca ormai ogni aspetto della nostra vita: dalla telemedicina ai servizi digitali, fino ai processi industriali. Ma anche qui emerge una contraddizione: l’uso massiccio delle tecnologie richiede enormi quantità di energia.
È ciò che Mongillo definisce twin transition: energia e tecnologia che avanzano insieme, generando grandi opportunità ma anche rischi. Rischi che possono essere gestiti solo attraverso la conoscenza e una visione consapevole.
Nel suo intervento, Mongillo ha richiamato anche i temi del suo libro “Transizione Globale”, soffermandosi su alcuni concetti chiave:
• la transizione energetica e la sostenibilità come processo intergenerazionale, in cui spesso non si lascia abbastanza spazio ai giovani;
• la necessità di innovare andando controcorrente, perché il “ho sempre fatto così” oggi non è più una risposta accettabile;
• il bisogno di una visione globale, simile a quella di un navigatore esperto che, prima di uscire in mare, osserva meteo, correnti e interferenze. È esattamente ciò che siamo chiamati a fare, a qualsiasi livello.
Nel 2019 l’Unione Europea ha lanciato il Green Deal, fissando l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050. Un traguardo ambizioso che, secondo Mongillo, presenta però una criticità: stabilire la stessa scadenza per Paesi e settori profondamente diversi tra loro. Poi è arrivato il 2020, con la pandemia da Covid-19, che ha portato una nuova e diffusa consapevolezza della fragilità dei sistemi economici e sociali globali.
Il 2024 è stato confermato come l’anno più caldo di sempre. I dati parlano chiaro, così come le conseguenze economiche e sociali. Eppure, proprio in questo scenario, si cela una possibilità storica.
La transizione non è solo un costo o un sacrificio: è la più grande opportunità economica di tutti i tempi per chi la sa cogliere, capace di generare innovazione, nuovi modelli di business e occupazione.