Il Rotary Club Lecco in visita al “Capolavoro per Lecco”
2 Febbraio 2026
By admin
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Mercoledì 28 gennaio i soci del Rotary Club Lecco hanno fatto visita al Capolavoro per Lecco presso Palazzo delle Paure – Lecco.
L’edizione di quest’anno, la settima della rassegna, si intitola “Lessico famigliare. La bottega dei Bellini e l’alba del Rinascimento a Venezia” e pone l’attenzione sulle relazioni familiari come luogo di trasmissione del sapere, prendendo come esempio una delle più importanti famiglie artistiche del Rinascimento veneziano: i Bellini.
Il percorso ruota attorno alla figura di Jacopo Bellini, artista di formazione tardo gotica, allievo di Gentile da Fabriano, pittore celeberrimo nella sua epoca. Jacopo fu non solo un grande maestro, ma anche un imprenditore moderno: comprese che la bottega medievale non era più adatta al Quattrocento e investì nella formazione, facendo insegnare ai figli le nuove regole della prospettiva. Per lui l’arte era anche uno strumento di crescita sociale, e questa visione permise ai suoi figli di raggiungere risultati straordinari.
Alla morte di Jacopo, nel 1471, la moglie stabilì che la bottega di Piazza San Marco e tutto ciò che vi era contenuto passasse al figlio Gentile. Giovanni, già attivo autonomamente con una propria bottega a Venezia, aveva infatti intrapreso un percorso indipendente. La famiglia Bellini lavorò a lungo per la Repubblica di Venezia: Gentile come pittore ufficiale e in seguito anche come ambasciatore, Giovanni come artista incaricato di importanti commissioni pubbliche.
Cuore della mostra è “La Nascita della Vergine”, opera di bottega realizzata da Jacopo con il coinvolgimento diretto di Giovanni e Gentile, una tempera su tela databile intorno al 1465. L’opera offre uno straordinario spaccato della vita veneziana del tempo, con ambienti domestici, architetture e gesti quotidiani che raccontano la città intorno al 1450. Le mani dei tre Bellini sono riconoscibili e permettono di cogliere le differenze stilistiche: Gentile, più cronachistico e descrittivo, attento al dettaglio; Giovanni, più narrativo e lirico, pur con pari dignità artistica.
Il percorso prosegue con il confronto tra due Madonne:la Madonna Malaspina di Giovanni Bellini, tempera su tavola, e la Madonna Tadini di Jacopo Bellini, anch’essa originariamente su tavola e successivamente trasferita su tela. Il dialogo tra le due opere permette di osservare il passaggio generazionale e l’evoluzione del linguaggio pittorico tra padre e figlio.
Accanto ai capolavori storici, la mostra propone un significativo collegamento con il presente. Sono state coinvolte tre botteghe del territorio, che hanno realizzato un’opera originale: un’esperienza che ha permesso di “toccare con mano” ciò che accomuna passato e presente, ovvero la continuità del lavoro intergenerazionale e la trasmissione del sapere artigianale. A raccontare questo dialogo contemporaneo sono Susanna De Maron, Laura Polo D’Ambrosio e Giorgio Melesi.
Il percorso espositivo comprende anche una sala interattiva dedicata a studenti e bambini, con cornicine, opere con parti mancanti e timbri di bottega, pensata per avvicinare i più giovani al mondo dell’arte in modo attivo. Segue una stanza in cui sono presentate opere non fisicamente presenti in mostra, ma raccontate attraverso apparati visivi e narrativi.
L’itinerario si conclude con una sala video finale e con materiali come argilla, legno e ferro, che richiamano il gesto, la materia e il lavoro manuale, chiudendo il cerchio tra arte, bottega e famiglia.
Un’esperienza culturale intensa che ha saputo unire storia dell’arte, didattica e territorio, offrendo una lettura profonda e attuale del significato di “lessico famigliare” nell’arte.